La scuola di Ballo e le richieste estreme e a volte comiche dei nuovi alliev

Buongiorno, sono il presidente di un’associazione sportiva dilettantistica situata a Milano, il principale scopo di questa scuola di ballo (www.phoenixstudiodance.com) è quello di divulgare l’arte attraverso la danza, perché si sa, un giorno senza un ballo equivale ad un giorno perduto…

Come già molti di voi sapranno, spesso capita che i nuovi “forestieri” che sorpassano l’uscio di una scuola di danza per la prima volta nella loro vita, se ne escano fuori con le richieste o le domande più strampalate ed estreme!…

Richieste inerenti allo spostamento di un corso di 20 persone per agevolare i propri impegni lavorativi e per il fatto che a quell’ora ed in quel giorno del corso non si riesce ad arrivare a scuola (ed il soggetto, non lo dice scherzando…), tonnellate di richieste inerenti al recupero delle lezioni qualora venissero saltate, con annessa spiegazione che purtroppo in una scuola di danza di piccole e medie dimensioni e soprattutto per quanto riguarda un’associazione, il recupero delle lezioni di ballo rimane presso che impossibile (a meno che non si scelga di recuperare attraverso ore di altre discipline), questo perché i vari istruttori vengono remunerati per quei determinati giorni ed orari e non si può dunque usufruire della loro presenza in orari extra.

Restano quindi impossibili per un’associazione di danza Il rimborso ed a volte anche il recupero di ore saltate (se compriamo un biglietto aereo, un ticket di un concerto, o un qualsiasi altro servizio che non utilizzeremo mai o ci dimenticheremo di usare, non potremo mai tornare in negozio a reclamare un rimborso per la nostra distrazione o ancor peggio non voglia di partecipazione), soprattutto per quanto riguarda la scuola di danza: a meno che non provvisti di apposito certificato che indichi le valide motivazioni di assenza dai corsi di ballo (degenze, malattia e molto altro, sono quindi rimborsabili dall’associazione).

Ma qui arriva la parte più divertente, una delle domande più gettonate (ed ormai anche più belle da ricevere, dopo anni di esperienza) è sempre da parte dei potenziali nuovi allievi ed è la seguente:

“ Buongiorno!… Quanto secondo voi ci metterò per imparare a ballare?… un mese basta per ballare?” ☹

Di solito il formato della frase è proprio questo scritto sopra, non cambia mai, ed esce a catena di montaggio di serie dalla bocca del 50% delle persone che entrano per la prima volta in una scuola di ballo, credendo sia una palestra o un “All you can eat/dance” dove puoi partecipare a tutto pagando una quota di base: alcune scuole di danza adottano anche politiche di questo tipo ma spero (per loro), abbiano anche una suddivisione dei corsi per mezzo di livelli (contrariamente, diffidate di quelle strutture che pensano solo al profitto dove i nuovi allievi e quelli più “esperti” vengono smistati nelle stesse classi stile sgombro sott’olio, in questo modo non potrà essere rispettato nessun percorso didattico proficuo per nessun allievo e livello di danza).

Tornando alla fatidica domandona (una volta mi arrabbiavo), oggi la affronto sempre come se me la stesse ponendo un bambino che per la prima volta chiede a qualcuno come contare fino a 3…

…Con molta calma ed altrettanta gentilezza ed un pizzico di parsimonia, spiego all’individuo che purtroppo in un mese non sarà in grado nemmeno di assimilare che tipo di postura ha una determinata danza (spiegando poi un paio di posture di danze differenti), cerco di fargli intuire che già di base la domanda che mi ha rivolto è sbagliata ed inconsistente perché chiedere quanto ci si metterà per imparare a ballare senza definire però il come è sbagliato: bene? Male? O Malissimo?…

Scherzi a parte, questa è una domanda senza risposta, non esiste risposta proprio perché la domanda nasce da un inquinamento cerebrale che oggi è purtroppo alla portata di tutti, il fatto dell’ottenere tutto e subito da ogni cosa che ci circonda come con le applicazioni tecnologiche, i pagamenti sempre più veloci, un

internet sempre più invasivo e rapido, la quantità di cose inutili proposte senza che noi vogliamo che ci siano proposte, ci porterà sempre più a distaccarci dalla calma, dalla pazienza ma soprattutto dalla realtà, cose fondamentalmente necessarie se si desidera affrontare l’arte.

Perciò, se si desidera apprendere qualcosa come una danza in particolare, bisogna innanzitutto avere bene a mente che è un percorso abbastanza infinito… Costellato da soste, chiarimenti, approfondimenti, fallimenti ed altrettante soddisfazioni di successi, come la vita stessa.

Mai avere fretta in qualcosa che si sta imparando ed allenarsi sempre è la base per migliorare. Anche i più grandi ballerini continuano imperterriti i loro percorsi artistici e se si fermano, lo fanno solo per l’inesorabile tempo che passa (quello vale per tutti, la vecchiaia è una brutta bestia).

Non abbiate mai fretta e prendetevi il vostro tempo meditativo per contemplare la bellezza delle cose che già esistono, senza per forza cercare sempre a tutti i costi di crearne di nuove con meno valore. Seguite quello che l’insegnante cerca di dirvi perché un giorno, se lui è stato realmente un buon maestro, voi sarete senz’altro meglio di lui.