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  • Le leccornie più apprezzate dello street food napoletano a Milano

    Le leccornie più apprezzate dello street food napoletano a Milano

    L’Italia è un Paese magnifico, sprigiona nel suo piccolo territorio un potenziale assai vasto di arte, cultura gastronomica e relative ricette culinarie,  prodotti ortofrutticoli, vegetazione ed anche specie animali da fare invidia a Paesi con superfici terrestri assai più ampie delle nostre.

    Tutto questo soprattutto al Sud, dove il clima più mite, la presenza del mare e l’aria migliore, aiutano i prodotti della terra a crescere più sani, belli e gustosi.

    La fortuna della nostra bellissima Penisola è che si estende su di un territorio molto cangiante, il quale si sviluppa da Nord a Sud trasformandosi radicalmente a distanze di pochissimi chilometri: mare, laghi, fiumi, pianure, città, campagne, colline e montagne caratterizzano tutto questo turbinio di cambiamenti territoriali di cui l’Italia gode.

    Grazie a questa varietà di territori, l’Italia ha sviluppato al contempo una vasta gamma di prodotti provenienti dalla terra e perciò, in concomitanza a questo, un’innumerevole modo per poterli sfruttare…

    … Per questo ogni regione italiana possiede tantissime ricette culinarie differenti l’una dall’altra, perché nel corso della storia, ogni regione ha sviluppato tecniche culinarie e metodi di conservazione e cottura a seconda delle specialità locali; possiamo trovare per questo piatti tipici che variano anche da provincia a provincia.

    Con quasi 5000 prodotti alimentari tradizionali, quasi 420 tipi di vino doc e docg, circa 300 specialità dop e igp, la biodiversità a livello di territorio, per l’Italia è primato mondiale!…

    Come numeri di varietà patrimoniale di flora e fauna, ci aggiriamo all’incirca su 7000 specie differenti di piante e 58000 di animali, anche come tipi di viti ed olive vinciamo su tutta Europa surclassando Paesi forti come Francia e Spagna, stesso discorso per l’infinità delle più di 200 qualità di vegetali tra verdura e frutta.  

    Completano l’opera la fauna e gli animali da allevamento con più di cento tipi razze allevate tra: bovini, ovini, suini ed equini.

    Tutta questa grande attenzione al mantenimento della biodiversità offre la possibilità di un continuo mantenimento delle tradizionali specialità gastronomiche regionali.

    Pomodori S.Marzano e mozzarella di bufala, ad esempio, sono i principali e fondamentali ingredienti che caratterizzano da più di 200 anni la pizza napoletana, i quali per mantenerla tale, non debbono mai mancare all’appello.

    Napoli è caratterizzata soprattutto dallo street food, il cibo che può essere comodamente consumato in piedi per le vie di Napoli e che in qualche modo rispecchia l’antica cultura della cucina partenopea; ultimamente questo tipo di attività napoletane come le friggitorie tipiche, o i take away tradizionali, stanno prendendo piede anche nelle grandi città del Nord Italia.

    A Torino o a Milano non è affatto strano incappare in una pizzeria con specialità napoletane tradizionali in città, ancora più apprezzate delle normali pizzerie della zona proprio per il fatto che offrono un margine di scelta più ampio, presso queste gustose attività potrete degustare:

    • Fritto tipico napoletano, caratterizzato da: crocchè di patate, panzerotti, zeppoline, fiori di zucca, arancini di riso, la classica pizza fritta, la frittatine di pasta ed altre stupefacenti leccornie fritte con la tradizionale tecnica delle migliori friggitorie napoletane.
    • I panuozzi napoletani: panini dall’aspetto maggiorato ed oblunghi, creati dall’impasto classico della vera pizza napoletana, cotti al forno, imbottiti e riscaldati nuovamente; caratteristica principale di questi panini è di certo la farcitura, la quale, spesso è rappresentata dai principali affettati DOP napoletani e dai relativi latticini casari d’accompagnamento.
    • I dolci, nello street food napoletano i dolciumi tradizionali la fanno da padrona ed includono: zeppole di S:Giuseppe, Cannoli, Babbà al Rum, Pastiera Napoletana, sfogliatelle alla ricotta e molto altro ancora.
    • Il vero caffè made in Naples: dall’aroma e dal gusto inconfondibile il più buon caffè del Mondo fatto come la tradizione vuole.

    Tutto questo ben di Dio viene prodotto in territorio napoletano, anche le pizzerie del Nord si avvalgono quasi unicamente dei prodotti DOC napoletani, evitando di affidarsi a potenziali prodotti di dubbia provenienza e, così facendo, riuscendo a mantenere la loro importantissima tradizione!

  • Come funziona una carta di credito prepagata

    Come funziona una carta di credito prepagata

    Il sito web cartedicredito24.it permette di conoscere tutte le soluzioni che il mercato offre a chi è alla ricerca di una carta di credito prepagata. Si tratta di un prodotto che viene messo a disposizione dai più importanti servizi bancari, ma che può essere erogato anche da altri enti finanziari: in genere il suo rilascio è gratuito, mentre può essere richiesto o meno il pagamento di un abbonamento mensile a seconda della quantità e della qualità dei servizi correlati. Ma come funzionano le carte di credito prepagate? Molto semplicemente, esse sono concepite per essere ricaricate con una certa somma di denaro scelta dagli utenti, e la loro caratteristica più importante riguarda l’assenza di un collegamento diretto con un conto corrente.

    In questo, la carta di credito prepagata si differenzia rispetto a quella tradizionale. Una prepagata consente l’accesso unicamente a una quantità ridotta di credito, così che tutte le uscite possano essere monitorate con facilità e ogni volta che se ne ha la necessità. Ricaricare la carta è facile, sia da casa che in giro: lo si può fare con un bonifico ma anche in modalità elettronica, usando un computer, un tablet o uno smartphone. 

    Tanti sono i vantaggi che contraddistinguono le carte di credito prepagate, e tra questi c’è senza dubbio la sicurezza: al di là del fatto che è impossibile spendere più soldi di quanti se ne abbiano realmente a disposizione, è garantita anche l’affidabilità di tutte le procedure. Sulla parte posteriore della carta è riportato il cosiddetto CVV, che consiste in un codice di controllo costituito da tre cifre, mentre davanti ci sono la data di scadenza e un numero formato da sedici cifre. Tutti questi elementi sono richiesti, insieme con il nome e il cognome del titolare della carta, ogni volta che la stessa viene utilizzata per una transazione online.

    Per quel che riguarda i servizi extra che possono essere offerti agli utenti, essi dipendono dalle varie banche e incidono sul canone mensile: c’è chi, per esempio, garantisce addirittura una copertura assicurativa per le emergenze sanitarie in viaggio o per i furti dei beni comprati, ma anche per la sottrazione del denaro prelevato agli sportelli ATM. Per questo motivo, quando si è in procinto di scegliere la carta che si andrà a usare, è molto importante valutare con attenzione i costi e i servizi offerti, anche per capire se se ne ha realmente bisogno.

    Le carte di credito prepagate possono essere bloccate in caso di furto o smarrimento e possono essere usate senza problemi anche per fare shopping in un Paese straniero, senza che si sia costretti a far rifornimento di denaro contante: nella quasi totalità dei casi, infatti, si tratta di carte che aderiscono ai circuiti principali (Mastercard, American Express, e così via) e che di conseguenza sono accettate in ogni angolo del mondo. Vale la pena di sottolineare, in conclusione, che le carte di credito prepagate sono diverse sia rispetto alle carte di credito classiche che rispetto alle carte di debito: la differenza va individuata nella modalità di pagamento delle diverse spese. 

  • La scuola di Ballo e le richieste estreme e a volte comiche dei nuovi allievi

    La scuola di Ballo e le richieste estreme e a volte comiche dei nuovi allievi

    Buongiorno, sono il presidente di un’associazione sportiva dilettantistica situata a Milano, il principale scopo di questa scuola di ballo (www.phoenixstudiodance.com) è quello di divulgare l’arte attraverso la danza, perché si sa, un giorno senza un ballo equivale ad un giorno perduto…

    Come già molti di voi sapranno, spesso capita che i nuovi “forestieri” che sorpassano l’uscio di una scuola di danza per la prima volta nella loro vita, se ne escano fuori con le richieste o le domande più strampalate ed estreme!…

    Richieste inerenti allo spostamento di un corso di 20 persone per agevolare i propri impegni lavorativi e per il fatto che a quell’ora ed in quel giorno del corso non si riesce ad arrivare a scuola (ed il soggetto, non lo dice scherzando…), tonnellate di richieste inerenti al recupero delle lezioni qualora venissero saltate, con annessa spiegazione che purtroppo in una scuola di danza di piccole e medie dimensioni e soprattutto per quanto riguarda un’associazione, il recupero delle lezioni di ballo rimane presso che impossibile (a meno che non si scelga di recuperare attraverso ore di altre discipline), questo perché i vari istruttori vengono remunerati per quei determinati giorni ed orari e non si può dunque usufruire della loro presenza in orari extra.

    Restano quindi impossibili per un’associazione di danza Il rimborso ed a volte anche il recupero di ore saltate (se compriamo un biglietto aereo, un ticket di un concerto, o un qualsiasi altro servizio che non utilizzeremo mai o ci dimenticheremo di usare, non potremo mai tornare in negozio a reclamare un rimborso per la nostra distrazione o ancor peggio non voglia di partecipazione), soprattutto per quanto riguarda la scuola di danza: a meno che non provvisti di apposito certificato che indichi le valide motivazioni di assenza dai corsi di ballo (degenze, malattia e molto altro, sono quindi rimborsabili dall’associazione).

    Ma qui arriva la parte più divertente, una delle domande più gettonate (ed ormai anche più belle da ricevere, dopo anni di esperienza) è sempre da parte dei potenziali nuovi allievi ed è la seguente:

    “ Buongiorno!… Quanto secondo voi ci metterò per imparare a ballare?… un mese basta per ballare?” ☹

    Di solito il formato della frase è proprio questo scritto sopra, non cambia mai, ed esce a catena di montaggio di serie dalla bocca del 50% delle persone che entrano per la prima volta in una scuola di ballo, credendo sia una palestra o un “All you can eat/dance” dove puoi partecipare a tutto pagando una quota di base: alcune scuole di danza adottano anche politiche di questo tipo ma spero (per loro), abbiano anche una suddivisione dei corsi per mezzo di livelli (contrariamente, diffidate di quelle strutture che pensano solo al profitto dove i nuovi allievi e quelli più “esperti” vengono smistati nelle stesse classi stile sgombro sott’olio, in questo modo non potrà essere rispettato nessun percorso didattico proficuo per nessun allievo e livello di danza).

    Tornando alla fatidica domandona (una volta mi arrabbiavo), oggi la affronto sempre come se me la stesse ponendo un bambino che per la prima volta chiede a qualcuno come contare fino a 3…

    …Con molta calma ed altrettanta gentilezza ed un pizzico di parsimonia, spiego all’individuo che purtroppo in un mese non sarà in grado nemmeno di assimilare che tipo di postura ha una determinata danza (spiegando poi un paio di posture di danze differenti), cerco di fargli intuire che già di base la domanda che mi ha rivolto è sbagliata ed inconsistente perché chiedere quanto ci si metterà per imparare a ballare senza definire però il come è sbagliato: bene? Male? O Malissimo?…

    Scherzi a parte, questa è una domanda senza risposta, non esiste risposta proprio perché la domanda nasce da un inquinamento cerebrale che oggi è purtroppo alla portata di tutti, il fatto dell’ottenere tutto e subito da ogni cosa che ci circonda come con le applicazioni tecnologiche, i pagamenti sempre più veloci, un

    internet sempre più invasivo e rapido, la quantità di cose inutili proposte senza che noi vogliamo che ci siano proposte, ci porterà sempre più a distaccarci dalla calma, dalla pazienza ma soprattutto dalla realtà, cose fondamentalmente necessarie se si desidera affrontare l’arte.

    Perciò, se si desidera apprendere qualcosa come una danza in particolare, bisogna innanzitutto avere bene a mente che è un percorso abbastanza infinito… Costellato da soste, chiarimenti, approfondimenti, fallimenti ed altrettante soddisfazioni di successi, come la vita stessa.

    Mai avere fretta in qualcosa che si sta imparando ed allenarsi sempre è la base per migliorare. Anche i più grandi ballerini continuano imperterriti i loro percorsi artistici e se si fermano, lo fanno solo per l’inesorabile tempo che passa (quello vale per tutti, la vecchiaia è una brutta bestia).

    Non abbiate mai fretta e prendetevi il vostro tempo meditativo per contemplare la bellezza delle cose che già esistono, senza per forza cercare sempre a tutti i costi di crearne di nuove con meno valore. Seguite quello che l’insegnante cerca di dirvi perché un giorno, se lui è stato realmente un buon maestro, voi sarete senz’altro meglio di lui.